Fine Impero di Giuseppe Genna

“La chiamiamo: depressione neonatale. Bisogna comprendere. Il mondo è troppo. Vengono alla luce, sono abbagliati, l’insopportabile dolore della coppia di polmoni che schiocca, trovarsi di colpo a reggere questo corpo innaturale, che pesa, questa spugna di tessuto adiposo e di avorio e di legno e di plasma, questa aberrazione che non ci appartiene se non per qualche decennio. Si abbattono. Non reggono. Non ce la fanno. Non mostrano felicità o, se la mostrano, non avendo memoria, quando se ne scordano, fanno trionfare lo sconforto per questa melma di carne e sangue che è il mondo.”

(Giuseppe Genna, Fine Impero, Minimum Fax, Roma, 2013, pp. 36-7)

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