Privati abissi di Calligarich

“Che niente a volte può essere più scardinante di quella oscura faccenda chiamata amore, che sempre gli uomini si dividono in giocatori e no anche se non seduti a tavoli da gioco e che infine – nell’esistenza come a quei tavoli perdutamente verdi – ogni vittoria finisce per somigliarsi mentre le sconfitte sempre sono diverse l’una dall’altra. Per cui, se proprio si vuole, solo le sconfitte vale la pena di ripensare.”

(Gianfranco Calligarich, Privati abissi, Fazi, 2011, pp. 13-4)

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