Scrivere è imparare a leggere

Leggere è difficile. Bisogna decodificare, fermarsi, riflettere, ripartire ricordando. Il tracciato della scrittura è lineare in apparenza, di fatto è come salire e scendere le scale di una torre di Babele sperando non si spezzi il filo di Arianna altrimenti è la fine, la lettura ritorna libro, un oggetto.
In una recente presentazione ho ascoltato curioso lo scrittore Fabrizio Coscia; parlava di un progetto che pare paradossale e invece no: l’istituzione di un corso di lettura creativa.
Educare a leggere, in un paese di alfabetizzati che non sanno leggere, è la nuova frontiera della pedagogia: riguarda soprattutto l’educazione, l’etica, la coscienza. Ma riguarda anche la scrittura.
Ci sono scrittori che leggono sul tavolo di vivisezione, interrogano l’autore come in una scena de Il maratoneta, vampirizzano, e noi non ci sorprendiamo più che conoscano la scrittura.

(testo di Antonio Russo De Vivo)

NB: l’immagine di copertina è Lezione di anatomia del dottor Tulp di Rembrant.

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