Assaggi da Léautaud. Five easy pieces su scrittura, scrittori e bei libri

“Uno scrittore può avere il talento più eccelso, perfino del genio. Se è oscuro, si tratta d’infermità o d’impotenza.”
(p. 160)

LEAUTAUD Passatempi“I bei libri tolgono il coraggio di scrivere, dicono. Che sciocchezza! Per me, almeno. Quando leggo un bel libro, il mio spirito si risveglia, le brutte fantasie scompaiono, scrivere mi appassiona più che mai. Quando leggo un libro insulso, prolisso, uno di quei libri che uno qualsiasi, oltre all’autore, avrebbe potuto scrivere, allora perdo l’illusione. Mi dico che quello che scrivo forse non vale di più. I bei libri tolgono il coraggio di scrivere? Come dire che una bella donna toglie il coraggio di fare all’amore.
(pp. 160-61)

“È curioso: il tono dei libri di una volta mi piace di più che il tono dei libri di oggi. Con questi mi trovo spaesato, e ritrovo negli altri un paesaggio che mi è congeniale.”
(p. 161)

“La vanità non è sempre un difetto. Può essere una forza. Si vedono degli scrittori senza molto talento percorrere una gran bella carriera spinti dalla fiducia in se stessi, incitati unicamente dalla certezza dei meriti che s’immaginano di avere. Essi arrivano a trasmettere agli altri l’illusione che si fanno su se stessi. È uno spettacolo molto divertente: si ingannano due volte.”
(p. 161)

“Leggo in un giornale, che la cita facendone l’elogio, questa frase estrapolata da un nuovo romanzo di un autore stimato: «Il piroscafo s’immergeva come un cuneo nel mare, ostinato, come volesse tuffarsi, poi un’ondata più forte lo sollevava, reggendo con un solo braccio le sue diciottomila tonnellate che non pesavano più nulla e la nave s’impennava, la prua puntata verso il cielo… Poi, di lì a un istante, l’onda sfinita si allentava, un abisso si spalancava sotto lo scafo, e il palazzo d’acciaio ripiombava giù con tutto il suo peso, nel fragore dei marosi che si sfracellavano». La parola tempesta non bastava? Beati quegli autori che fanno dei libri con niente, grazie alle frasi!
(p. 164)

(Paul Léautaud, Passatempi, 1964, trad. it. di Alessandro Torrigiani, Torino, Einaudi, 1983)

N.B.: l’immagine riportata è Émile Bernard, Portrait de Paul Léautaud, Musée Calvet, Avignon.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...