Incipit da Rocco e Antonia, Celati, Palandri e Tondelli. La prima lingua giovane

ROCCO E ANTONIA Porci con le ali“Cazzo. Cazzo cazzo cazzo. Figa. Fregna ciorgna. Figapelosa, bella calda, tutta puzzar ella. Figa di puttanella.
Niente, una volta con le filastrocche ci venivo, o almeno mi veniva voglia. Dicevo le parolacce e poi ridevo, se ero con i miei amichetti. Se ero sola le pensavo, le dicevo a mezza voce e poi mi infilavo le mani nelle mutandine, rapida rapida, con un occhio alla porta e le orecchie così tese che sentivo fischiare le scale. Era un grande spavento. E la mano poi me la sarei tagliata, ma era bello, una grande felicità bagnata, strappata, un urletto soffocato. Adesso, anche se sono sola è come se fossi in mezzo alla gente: mi viene da ridere. Cioè non è che mi viene da ridere, rido perché non sono mai sola, c’è sempre qualcuno, anche se non c’è nessuno, qualche maledetto coglione che mi giudica.”
[Rocco e Antonia (Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera), Porci con le ali. Diario sessuo-politico di due adolescenti (1976), Mondadori, 2001]

CELATI Lunario del paradiso“Tutti i giorni andavo in quella casa normale ma tedesca, per un pezzo ci sono andato in questo paese straniero dove sono capitato in giovane età. In fondo a un viottolo con tanti alberi, di notte è buio tutto, vengono su le parole tra gli alberi perché dove si sbuca non si sa.
In quella grande città che mi ricordo bene, le strade di periferia avevano lampioni smorti e sempre più smorti finché si perdevano in campagna, nel buio tra gli alberi, tantissimi alberi più che da noi. E io vorrei fare descrizioni di cose emozionanti che ho visto, le case, le strade, gli alberi.
Per arrivarci si prende la sotterranea, bisogna cambiare non so più a che stazione. Gente che esce, binari con la pensilina dove io mi sbagliavo sempre. Poi la sotterranea non era più sotterranea perché veniva fuori da sottoterra, e correva per le coste di quel lago che non era un lago.
Racconterò anche i prati che ho visto, grandi prati che non ne avevo mai visto così, e mi veniva l’emozione dei prati. Questa macchina da scrivere mi porta indietro le cose viste non so più quanti anni fa, anche per quelli che vogliono conoscere le mie avventure di ragazzo all’estero.”
[Gianni Celati, Lunario del paradiso (1978, 1989), Feltrinelli, 1996]

PALANDRI Boccalone“Tutte le sere esco dalla mia piccola casa in centro; fischio qualche arietta allegra alla bella luna di maggio e seguo con gli occhi tutto quello che mi accade intorno; una passeggiata serena, tra i vicoli e le piazzette, fino a tardi senza incontrare nessuno, oppure fermandomi spesso a parlare con tutti;
le giornate passano, e io so di poter bighellonare.”
[Enrico Palandri, Boccalone. Storia vera piena di bugie (1979), Bompiani, 2011]

TONDELLI Altri libertini“Sono giorni ormai che piove e fa freddo e la burrasca ghiacciata costringe le notti ai tavoli del Posto Ristoro, luce sciatta e livida, neon ammuffiti, odore di ferrovia, polvere gialla rossiccia che si deposita lenta sui vetri, sugli sgabelli e nell’aria di svacco pubblico che respiriamo annoiati, maledetto inverno, davvero maledette notti alla stazione, chiacchiere e giochi di carte e il bicchiere colmo davanti, gli amici scoppiati pensano si scioglie così dicembre, basta una bottiglia sempre piena, finché dura il fumo.”
[Pier Vittorio Tondelli, Postoristoro in Altri libertini (1980), Feltrinelli, 2005]

N.B.: l’immagine di copertina è tratta dalla copertina dell’edizione Savelli di Porci con le ali.

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