Henry Miller. Che squisita tortura, questa fissazione di scrivere!

Che squisita tortura, questa fissazione di scrivere! Sogni da manicomio misti ad attacchi di soffocazione e a quel che gli svedesi chiamano mardrommen*. Immagini tozze legate con tiare di diamanti. Architettura barocca. Logaritmi cabalistici. Mezuzahs e ruote della preghiera. Frasi portentose. («Che nessuno», disse il pinguino, «guardi cotesto uomo con favore!») Cieli di ottone verde azzurro, filigranati di striature e merletti: costole di ombrelli, graffiti osceni. Balaam il somaro che si lecca le parti posteriori. Palmipedi che blaterano assurdità. Una scrofa con le mestruazioni…
Tutto perché, come si era espressa una volta, avevo «l’occasione di una vita».”

* mardrömmen: incubo.

[Henry Miller, Nexus (1960), trad. it. di Adriana Pellegrini, Milano, Longanesi, 1961, p. 172]

N.B.: Il passo è citato in Henry Miller, Una tortura deliziosa. Pagine sull’arte di scrivere (1964), a cura di Thomas H. Moore, Roma, minimum fax, 2003, p. 80.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...