Raymond Carver. Niente trucchi

“Una volta ho sentito Geoffrey Wolff dire a un gruppo di aspiranti scrittori: «Niente trucchi da quattro soldi». Ecco, un’altra frase che dovrebbe andare su una scheda sei-per-dodici. Anzi, io la correggerei un po’: «Niente trucchi». Punto e basta. I trucchi non li sopporto. Quando leggo narrativa, al primo segno di trucco o di trovata, non importa se da quattro soldi o elaborata, mi viene istintivo cercare riparo. In definitiva i trucchi sono noiosi e io tendo ad annoiarmi facilmente, cosa che potrebbe avere qualcosa a che fare col breve periodo di attenzione di cui sono capace. Ma la scrittura estremamente elaborata e chic o quella chiaramente stupida mi fanno veramente venire sonno. Gli scrittori non hanno bisogno di ricorrere a trucchetti e trovatine né sta scritto che essi debbano sempre essere i più in gamba di tutti. A costo di sembrare sciocco, uno scrittore a volte deve essere capace di rimanere a bocca aperta davanti a qualcosa, qualsiasi cosa — un tramonto o una scarpa vecchia — colpito da uno stupore semplicemente assoluto.

[Raymond Carver, Il mestiere di scrivere (1981), in Voi non sapete che cos’è l’amore. Racconti-poesie-saggi, trad. it. di Francesco Durante e Riccardo Duranti, Napoli, Pironti, 1989, pp. 30-1]

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