La sindrome di Kramer. Incipit

“[…] L’importante è di considerare il capitolo 6 del romanzo stesso*, dove uno dei detectives che si occupano del caso va a chiedere a un certo Kramer, direttore di un settimanale, se ricordi niente a proposito di certe fotografie.
«Non mi sembra, ma lasciatemi pensare» dice Kramer. Poi s’illumina di uno strano sorriso e recita con tono ispirato:
Scarlett O’ Hara non era bella, ma gli uomini che subivano il suo fascino, come i gemelli Tarleton, raramente se ne rendevano conto.
«Come?… Non capisco» dice sconcertato l’altro.
«Niente, è una mia mania. Imparo a memoria le prime righe di tutti i grandi romanzi. A volte sono le più importanti del libro. Lo sapevate?»
«No.»
«Eppure è così. È sorprendente il peso che in un libro può avere l’inizio. Per esempio…»
«Sì, ma per tornare a quelle fotografie…» cerca d’interromperlo il poliziotto.
Ormai però il maniaco — che peraltro non c’entra niente col delitto — è tutto preso dalla sua sindrome incipitaria e nessuno lo ferma più.”

* Il romanzo di cui si parla è Savage calibro 300 (1958) di Ed McBain.

(pp. 7-8)

“Per incipit […] s’intende l’inizio dell’opera vera e propria, ad esclusione di dediche, prefazioni, introduzioni, prologhi e simili. Nelle opere teatrali o comunque dialogate, l’inizio è quello del dialogo, con o senza le indicazioni di scena.”

(p. 10)

[Fruttero & Lucentini, Incipit. 757 inizi facili e meno facili. Un libro di quiz e di lettura, Milano, Mondadori, 1993]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...