Howard Phillips Lovecraft: orrore e mistero in letteratura

“L’emozione più vecchia e più forte del genere umano è la paura, e la paura più vecchia e più forte è la paura dell’ignoto.”
(p. 15)

Lovecraft L'orrore soprannaturale nella letteratura“Il vero racconto misterioso ha qualcosa di più del delitto segreto, delle ossa insanguinate o della sagoma vestita di un lenzuolo che fa risuonare le catene secondo le regole. Deve essere presente una certa atmosfera di terrore inesplicabile e mozzafiato verso forze esterne e ignote; e deve esservi un tocco, espresso con serietà e solennità come si conviene all’argomento, di quel terribile concetto del cervello umano — una sospensione malefica e particolare, o una sconfitta, di quelle leggi fisse della Natura che sono la nostra unica salvaguardia contro gli assalti del caos e dei demoni dello spazio inesplorato.
[…]
L’atmosfera è la cosa più importante perché il criterio definitivo di autenticità non è l’amalgama di una trama, ma la creazione di una data sensazione.
[…]
L’unica prova del vero mistero è semplicemente questa — se viene stimolato o no nel lettore un profondo senso di terrore e di contatto con sfere e potenze ignote, un indefinibile atteggiamento di timoroso ascolto, come a captare il battere di nere ali o lo stridere di forme ed entità esterne sull’estremo del bordo conosciuto dell’universo. E naturalmente, più il racconto trasmette questa atmosfera in modo completo e uniforme, migliore esso è come opera d’arte in quel campo.”
(pp. 19-20)

[Howard Phillips Lovecraft, L’orrore soprannaturale nella letteratura (1927), trad. it. di Alda Carrer, Gallarate (VA), Sugarco, 1994]

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