Lovecraft: come scrivere racconti fantastici

“Questi racconti spesso enfatizzano il dato orrifico perché la paura è l’emozione più forte e profonda, e anche quella che meglio conduce alla creazione di illusioni che sfidano le leggi naturali. L’orrore e l’ignoto o il bizzarro sono sempre strettamente connessi, cosicché è difficile dar vita ad una situazione di estraneità e «alterità» cosmiche, o in cui le leggi naturali sono state mandate in frantumi, senza calcare la mano sul tasto della paura.”

Lovecraft Teoria dell'orrore“Quanto al modo in cui scrivo i miei racconti, non seguo sempre lo stesso criterio. Una o due volte ho trascritto alla lettera un sogno; ma di solito comincio con uno stato d’animo, un’idea o un’immagine che desidero visualizzare, e ci rimugino sopra finché trovo un modo conveniente d’incarnarla in una catena di episodi drammatici suscettibile di venire registrata in termini concreti. Generalmente passo quindi in rassegna mentalmente una lista di condizioni o situazioni fondamentali che meglio si adattano a simile stato d’animo, idea o immagine, e poi comincio a ragionare su possibili, logicamente motivate, spiegazioni di detto stato d’animo o idea o immagine in base alla condizione o situazione di partenza.”

“Quando scrivo un racconto fantastico, cerco sempre di ottenere, con grande accuratezza, la giusta atmosfera e stato d’animo, e pongo l’accento dove va posto. Non è possibile, come accade nell’infantile e ciarlatanesca narrativa dei pulp, presentare un resoconto di fenomeni impossibili, improbabili o inverosimili, come se si trattasse di una banale narrazione di azioni soggettive e di sentimenti convenzionali. Eventi e situazioni inconcepibili debbono superare un particolare svantaggio, ed è possibile farlo soltanto mantenendo un accurato realismo in ogni fase del racconto salvo che per ciò che concerne il fatto meraviglioso di cui tratta. Questo fatto meraviglioso richiede una trattazione molto efficace e ponderata — con un attento «crescendo» emotivo — altrimenti risulterà piatta e per nulla convincente. Poiché costituisce l’elemento più importante della storia, la sua sola esistenza dovrebbe mettere in ombra personaggi e situazioni. Tuttavia personaggi e situazioni devono essere coerenti e verosimili, salvo quando hanno a che fare con quell’unico portento.

“Uno stile superficiale distrugge qualunque seria fantasia. L’atmosfera, e non l’azione, è il grande desideratum della narrativa fantastica. Inoltre, il massimo cui una storia meravigliosa possa aspirare è un vivido ritratto di certi tipi di stati d’animo umani. Nel momento in cui cerca di essere qualcos’altro diventa dozzinale, puerile e non convincente.”

[Howard Phillips Lovecraft, Note su come scrivere racconti fantastici (1933; «Amateur Correspondent», a. II, n. 1, maggio-giugno 1937, pp. 7-10), in Teoria dell’orrore. Tutti gli scritti critici, a cura di Gianfranco de Turris, trad. it. di Massimo Berruti e Claudio De Nardi, Milano, Bietti, 2011, pp. 189-95]

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One comment

  1. Sì, una grande lezione in poche righe: ” L’atmosfera, e non l’azione, è il grande desideratum della narrativa fantastica.”
    Quando invece nella composizione giallistica una delle regole consigliate dai professionisti è: non perderti in spiegazioni, ma spiega con l’azione.
    Nella narrativa fantastica Lovecraft ci dice invece che tutto quello che conta è lo stato d’animo e l’atmosfera.
    WOW! E’ proprio così che si fa.

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