Edmond e Jules de Goncourt: memorie di vita letteraria

“La letteratura si è innalzata dal fatto alla causa, dalla cosa all’anima, dall’azione all’uomo, da Omero a Balzac.”
(p. 28)

“Il realismo nasce ed esplode nel momento in cui il dagherrotipo e la fotografia mostrano quanto l’arte differisca dal vero.”
(ibid.)

“In un libro gli autori devono comportarsi come la polizia: essere dappertutto e non mostrarsi mai.”
(p. 46)

Goncourt Diario“Non si fanno i libri che si vogliono. Il caso vi dà la prima idea; poi a vostra insaputa il carattere, il temperamento, lo stato d’animo, tutto ciò che sfugge di più al vostro controllo, cova questa idea, la genera, la realizza. Una fatalità, una forza sconosciuta, una volontà superiore alla vostra vi impongono l’opera, vi guidano la mano. Sentite che dovevate scrivere necessariamente proprio quello che avete scritto. E a volte, come per Soeur Philomène, il libro che vi esce dalle mani non vi sembra vostro; vi stupisce come qualche cosa che era in voi e di cui non avevate coscienza.”
(p. 76)

“A casa di Flaubert parliamo della difficoltà di scrivere e di ritmare le proprie frasi. Il ritmo, per noi, è oggetto di ricerche e di cure, ma per Flaubert è un vero idolo. Un libro lo giudica solo leggendolo ad alta voce. «Non ha ritmo!». Se un’opera non è scandita secondo il moto dei polmoni umani, è priva di valore.”
(p. 79)

“[…] consideriamo il genio una forma di nevrosi.”
(p. 114)

“Il romanzo, dopo Balzac, non ha più niente in comune con quello che i nostri padri intendevano per romanzo. Il romanzo attuale si fa con dei documenti, raccontati o ricavati dalla natura, allo stesso modo che la storia si fa con documenti scritti.
Gli storici sono i narratori del passato; i romanzieri quelli del presente.”
(p. 119)

“A rendere superiore un’opera non è, come crede Flaubert, la quantità di tempo che vi si impiega, ma piuttosto la qualità della febbre da cui si è posseduti scrivendola.”
(p. 273)

“Quando voglio scrivere una bella pagina, ho bisogno di lavarmi le mani: con le mani sporche mi sarebbe impossibile.”
(p. 408)

[Edmond e Jules de Goncourt, Diario. Memorie di vita letteraria 1851-1896, trad. it. di Mario Lavagetto, Milano, Garzanti, 1992 (I edizione, 1965)]

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