Muore suicida con un colpo al cuore. Guy Debord

“In tutta la  mia vita ho visto solo tempi torbidi, lacerazioni estreme nella società, e immense distruzioni. Ho preso parte a questi torbidi. Tali circostanze basterebbero senza dubbio a impedire che il più trasparente dei miei atti o dei miei ragionamenti possa mai essere universalmente approvato. Ma inoltre molti di essi, e lo credo bene, possono essere stati mal compresi.”
(p. 9)

Il mio metodo sarà molto semplice. Dirò ciò che ho amato. E tutto il resto, a questa luce, apparirà e si farà ben comprendere quanto basta.”
(p. 10)

Debord Panegirico“Dovrò fare un uso abbastanza ampio di citazioni. Mai, credo, per conferire qualche autorità a una qualunque dimostrazione, ma per far sentire di che cosa siano stati intessuti in profondità quest’avventura, e io stesso. Le citazioni sono utili nei periodi di ignoranza o di credenze oscurantiste.
(p. 12)

“L’immenso accrescimento dei mezzi di dominio moderni ha talmente impresso il suo sigillo sullo stile dei suoi enunciati che, se la comprensione del corso dei foschi ragionamenti del potere fu a lungo appannaggio della gente realmente intelligente, ora è divenuta per forza familiare ai più tardivi.”
(p. 13)

“Ho quindi conosciuto soprattutto i ribelli e i poveri. Ho visto attorno a me, in gran quantità, gente che moriva giovane, e non sempre di suicidio, comunque frequente.”
(p. 16)

“Dopo tutto, era la poesia moderna, da cent’anni, che ci aveva condotti lì. Eravamo alcuni a pensare che bisognava attuarne il programma nella realtà, e in ogni caso non fare nient’altro.
[…]
Il fenomeno che era questa volta assolutamente nuovo, e che ha naturalmente lasciato poche tracce, è che il solo principio ammesso da tutti era appunto che non potevano più esserci né poesia né arte, e che si doveva trovare di meglio.”
(p. 20)

“Il tomo secondo contiene una serie di testimonianze iconografiche. Gli inganni dominanti dell’epoca sono sul punto di far dimenticare che la verità può mostrarsi anche nelle immagini. L’immagine che non è stata intenzionalmente separata dal suo significato aggiunge molta precisione e certezza al sapere. Nessuno ne aveva mai dubitato fino a pochi anni fa. Mi propongo di ricordarlo ora. L’illustrazione autentica chiarisce il discorso vero, come una proposizione subordinata che non è né incompatibile né pleonastica.”
(p. 51)

[Guy Debord, Panegirico. Tomo Primo. Tomo Secondo (1993; 1997), trad. it. di Paolo Salvadori e Michele Bertolini, Roma, Castelvecchi, 2005]

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