A Budgen, l’allegro abborracciatore. Joyce

Oh Budgen, bevitore, imbrattatore e bardo,
se un giorno queste righe giungessero ai tuoi occhi
ricorda che nemmeno le piaghe dell’Egitto
contano dove il cuore della bellezza batte;
Joyce Poesieabbandona pertanto quei ravioli imburrati
che le sorgenti ostacolano, forse, del tuo talento,
e torna al Roggenbrot, allo Joghurt, all’acqua.
Dipingi, e va all’inferno. Noi ti aspettiamo. Fine.

* Raughty tinker, che vuole anche dire “allegro stagnino”, era il titolo di una canzone che Frank Budgen aveva insegnato a Joyce. Questi versi, scritti al caffè, furono spediti su una cartolina firmata da Joyce, con la moglie e due altri amici. (nota di J. Rodolfo Wilcock)

[James Joyce, trad. it. di Juan Rodolfo Wilcock, in Poesie di occasione, Poesie, Milano, Mondadori, 1967 (I edizione, 1961), p. 109]

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