La sintesi. Baltasar Gracián

105. Non annoiare

Suole essere noioso l’uomo che non sa fare né dire che una sola cosa. La brevità è gradita e giova di più: s’acquista in cortesia quel che si perde in lunghezza. Quel che è buono davvero, diventa buono il doppio, se è contenuto in poco spazio; e perfino il male, se è poco, pare minore. Fanno più effetto le quintessenze che le farragini. Ed è verità universalmente riconosciuta che l’uomo prolisso è raramente saggio, non tanto per la materiale disposizione quanto per la sostanza del ragionamento. Vi sono uomini che servono a ingombrar l’universo, piuttosto che ad esserne l’ornamento, oggetti perduti dai quali tutti rifuggono. L’uomo saggio eviti di esser d’impaccio, soprattutto ai grandi personaggi che vivono in mezzo a tante occupazioni; sarebbe assai peggio infastidire un di loro che non tutto il resto del mondo. Le cose ben dette si dicono in fretta.

[Baltasar Gracián, Oracolo manuale e arte di prudenza (1647), a cura di Antonio Gasparetti, Milano, TEA, 1991, p. 80]

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