Buco. Gerarchia del «trou»

“La più triviale scatologia si esercita dalla notte dei tempi intorno al «trou», e il giovinastro insolente vi trova un modo di sopraffazione e lo squallido risarcimento delle sue, – sessuali o meni – frustrazioni. In Sade, invece, un puntiglioso elenco opera la scelta di ano [I] e cunnus [II], ai quali si aggiunge la bocca, se nella introduzione alle 120 Journées de Sodome quest’ultima sembra essere il «troisième temple», mentre il cunnus è «un autre temple, moins délicieux sans dute». L’ano è quindi sodomiticamente il «trou» preferito, e il Vescovo de Blangis detestava il secondo «si souverainement que leur soul aspect l’eût fait débander pour six mois», con la sola eccezione della cognata nella speranza di averne un figlio e potersi quindi concedere la voluttà dell’incesto. Un caso speciale, se per altro nella Philosophie dans le boudoir è addotto a maggior sostegno di questa preferenza, l’utilità di evitare la fecondazione, e per quanto attenuata da toni scherzosi non manca traccia di tale dispregio nel linguaggio francese familiare e grasso, per il quale Madame Guette-au-trou è la levatrice.”

[Gianni Nicoletti, La machina sadista, in Donathien-Alphonse-François de Sade, Opere complete. Le 120 giornate di Sodoma. Storielle e racconti, Roma, Newton Compton, 1993, p. 19]

In Busta Chiusa n. 2 un progetto di Cartaresistente
Lettera B di Antonio Russo De Vivo
Illustrazioni di Davide Lorenzon

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