Teoria Olografica della Urban Apnea (LetteraturaHorror.it)

Venerdi 8 luglio 2016, su LetteraturaHorror.it, è apparsa una recensione dedicata alla collana Teoria Olografia della casa editrice Urban Apnea in cui si parla anche dei testi di Salvatore Di Giacomo da me curati che è possibile leggere o scaricare gratuitamente.
Eccola.

“Teoria Olografica” di Autori Vari è la nuova antologia di racconti in ebook editi da Urban Apnea e recensita da LetteraturaHorror.it
Di Giacomo urban apneaTeoria Olografica è una antologia di racconti pubblicati singolarmente e separatamente in ebook dalla casa editrice digitale Urban Apnea.
Dal punto di vista grafico gli ebook sono ben curati, ognuno con una sua propria colonna sonora, diversi rimandi ipertestuali e (soprattutto!) sono scaricabili gratuitamente con libera donazione. Al momento conta nomi di richiamo come H.P.Lovecraft (Il rito), Ambrose Bierce (Un cittadino di Carcosa), Jack London (Tenebre e splendore), Conan Doyle (Giocare con il fuoco) e alcuni italiani come Camillo Boito (Santuario) e Salvatore Di Giacomo (Autobiografia, La Fine di Barth). Proprio quest’ultimo, uscito pochi giorni fa, ha colpito la mia attenzione. Mi spiego.
Come specificato nel colophon, le traduzioni straniere hanno un registro contemporaneo, quindi nell’annosa disputa dei traduttori, il progetto segue una chiara linea di traduzione “traditrice”, a tutto vantaggio della modernità di linguaggio. Scelta discutibile ma rispettabile e forse anche vincente; questa però è storia antica. La cosa che invece mi ha colpito, come dicevo, è stata l’operazione con gli italiani. In sostanza quello che Urban Apnea fa è di “ri-tradurre” i testi dall’italiano antico all’italiano moderno. Cioè il racconto di Boito, o l’ultimo di Di Giacomo, prima della pubblicazione riceve un trattamento cosmetico di ristrutturazione linguistica che mi ha fatto pensare ai noti “remastered” nelle ristampe CD. Conosco bene Salvatore Di Giacomo come poeta, per Marechiaro naturalmente, ma anche come sceneggiatore di Assunta Spinta, poco come romanziere. Ora no so se questa operazione sia lecita e come avrebbero potuta prenderla gli stessi Camillo Boito e Salvatore Di Giacomo, senza dubbio però merita attenzione. Leggere questi racconti dei primi del ‘900 come fossero scritti ieri, in modo tanto pulito e accessibile, fa molto effetto. Li senti fin troppo vicini, quasi vivi, e di conseguenza anche più interessanti, ma alla fine della lettura (magnifica, per carità), quello che ti chiedi è: ho davvero letto un racconto di Camillo Boito e Salvatore Di Giacomo o sto solo leggendo i loro curatori (rispettivamente Dafne Munro o Antonio Russo De Vivo)? Questi racconti sono ancora di Camillo Boito e Salvatore di Giacomo o, per l’appunto, sono la proiezione olografica realizzata a gusto e piacimento dei curatori? È un dubbio che non riesco a togliermi.
Concludendo, come dicevo l’operazione è interessante e il lavoro sul testo onestamente molto ben curato, chissà poi se è anche eticamente corretto, moralmente legittimo, o se non abbiamo a che fare con due scienziati pazzi a lavoro su Frankenstein, due chirurgi iper-tecnologici intenti a riportare in vita i Grandi Antichi. Che poi, in fin dei conti, se cosi fosse, sarebbero ancora perfettamente in tema.
È possibile scaricare i racconti di Teoria Olografica gratuitamente in questo link.

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