Vastità e io. Egon Schiele

E sopra il mondo così vasto. –
Anch’io sono ebbro e perdo la sobria terra.
Dormo.

[Egon Schiele, da una lettera ad Anton Peschka, 1910, in id., Ritratto d’artista. Lettere, liriche, prose e diario di Neulengbach, trad. it. di Claudio Groff, Milano, SE, 1999, p. 17]

In copertina: Egon Schiele, Sole d’autunno e alberi, 1912.

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