La pelle. Paul Valéry

«Alt. Vietato l’accesso. Pericolo di morte… Restiamo in superficie… A proposito di superficie, è vero che lei ha detto o scritto questo: “Ciò che vi è di più profondo nell’uomo è la pelle”?».
«È vero».
«Cosa intendeva dire con questo?».
valery-lidea-fissa«È semplicissimo… Un giorno, irritato dalle parole profondo e profondità…».
«Che abbiamo appena impiegato a nostro piacimento… Ascolti: io constato che lei manifesta una sensibilità esagerata nei confronti delle parole. Lei si impenna ogni momento. Sono solo espedienti, che diavolo!… La vita non ha il tempo d’aspettare il rigore. Ci si arrangia. Napoleone diceva che in guerra l’importante è impegnarsi dappertutto, poi si vedrà…».

[Paul Valéry, L’idea fissa (1933), a cura di Valerio Magrelli, Milano, Adelphi, 2008, p. 42]

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8 comments

      1. Assolutamente. Ne scrissi pure qualcosa su questo, che è l’unico che lessi, ma un grandissimo incentivo per continuare a scoprirlo. In futuro i Quaderni?

      2. I Quaderni non li ho mai affrontati perché si tratta di un’opera, quantitativamente, assai impegnativa, ma anche lì i livelli sono altissimi: Valéry è di un’intelligenza rara; lo accosto, per motivi di background, a Musil.

      3. Non so dove lessi che lo si accostava anche al Leopardi dello Zibaldone, non solo per il “volume”. Musil devo recuperarlo del tutto e adesso questa vicinanza che ha per te con Valéry mi ispira. 🙂

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