Note di scrittura creativa

Protagonista: correttore di bozze. Gli Ammonitori, Cena

A breve dalla lettura di Variazioni in rosso di Rodolfo Walsh, mi imbatto ancora in un correttore di bozze – un caso raro: quanti correttori di bozze sono protagonisti e eroi di storie? nessuno, pensavo.
Il libro è Gli Ammonitori (1904; a cura di Folco Porinari, Einaudi, 1976), autore fu Giovanni Cena (1870-1917), poeta; è il suo unico romanzo, recuperato da Italo Calvino nella collana einaudiana Centopagine e così proposto dallo stesso in quarta di copertina: «non è certo come esempio di bella letteratura che lo presentiamo, ma come un calderone di fermenti umanitari, miserabilisti, scientisti, nietzschiani e bohémiens da cui comincia a prendere forma una coscienza socialista in Italia alla fine dell’Ottocento». Calvino premia, dunque, non la qualità della narrazione, ma l’importanza del documento. Eppure in corso di lettura Gli Ammonitori si fa piacere, vicino al tono pessimistico e fatalista de I miserabili (1862) di Victor Hugo, mi ricorda un breve cupo romanzo posteriore, Scala a San Potito (1950) di Luigi Incoronato: in entrambi c’è un intellettuale vicino alle idee di sinistra che, troppo sensibile al contatto quotidiano con povertà, malattia e morte – si tratti di Torino di fine Ottocento (Gli Ammonitori) o di Napoli del secondo dopoguerra (Scala a San Potito), la miseria è la medesima –, sente la necessità di agire, di risollevare i poveri da un destino che pare ineluttabile. (altro…)

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Elogio del correttore di bozze, Rodolfo Walsh

Variazioni in rosso (1953; traduzione di Eleonora Mogavero, Sur, 2015) è il primo libro di Rodolfo Walsh (1927-1977), che fu correttore di bozze e traduttore per la casa editrice Hachette, poi scrittore, giornalista e attivista politico – iniziò il genere romanzo-reportage (o non fiction) con Operazione Massacro (1957), un’opera che testimonia (e risolve, utilizzando gli stilemi del poliziesco) una esecuzione sommaria di civili a opera di forze armate antiperoniste; dal 1977 è uno dei tanti dei desaparecidos della dittatura di Videla. (altro…)

Autore vs. narratore: chi racconta la storia?

Tutti dovrebbero sapere che, in un’opera letteraria, autore e narratore non coincidono, non sono la stessa persona, salvo nel caso di opere autobiografiche. L’autore è la persona reale che crea l’opera, il narratore è la persona fittizia che, all’interno dell’opera, racconta la storia – sicché il narratore è creazione dell’autore. (altro…)

La punteggiatura, ovvero di uno dei modi dell’esattezza

Non starò qui a spiegarvi come si usano il punto e la virgola, voglio dare per scontato che l’aspirante scrittore possegga i rudimenti basilari per l’uso corretto della punteggiatura. Ciò che mi preme è dare l’idea dell’importanza della punteggiatura, di quanto essa sia parte di quel concetto di esattezza che, nella scrittura, è tutto o quasi: scrivere il necessario, scriverlo nel modo, fra i tanti, che sia il migliore. E proprio nel modo, nello stile, che la punteggiatura occupa una posizione privilegiata: essa pertiene l’ordine delle parole e della frasi, la struttura e la logica del discorso. (altro…)

La metonimia in narratologia

La metonimia, come è noto, è una figura retorica. Simile alla metafora e molto simile alla sineddoche, essa consiste nel designare un’entità tramite un’altra secondo rapporti di vicinanza come causa-effetto (es. “ascolto Bach”, “vesto Gucci”, “Giuseppe corre fino a 150 all’ora”, ecc.), relazioni di interdipendenza come contenente-contenuto (es. “bevo un bicchiere”), relazioni simboliche (es. “alloro” per la gloria in poesia), per convenzione (es. “falce e martello”), e altro. (altro…)