Note di scrittura creativa

La metonimia in narratologia

La metonimia, come è noto, è una figura retorica. Simile alla metafora e molto simile alla sineddoche, essa consiste nel designare un’entità tramite un’altra secondo rapporti di vicinanza come causa-effetto (es. “ascolto Bach”, “vesto Gucci”, “Giuseppe corre fino a 150 all’ora”, ecc.), relazioni di interdipendenza come contenente-contenuto (es. “bevo un bicchiere”), relazioni simboliche (es. “alloro” per la gloria in poesia), per convenzione (es. “falce e martello”), e altro. (altro…)

Come scrivere storie. La drammaturgia o arte del conflitto

Drammaturgia è un termine mutuato dal teatro che ritroviamo spesso nei libri sulla scrittura. Non che ciò debba stupirci: il teatro, il cinema, la narrativa convergono per quanto riguarda un elemento fondamentale: la creazione di una storia che possibilmente agganci e prenda in ostaggio lo spettatore/lettore. (altro…)

Chi è e cosa fa l’editor

Sarebbe bello sapere, per questioni meramente archeologiche, quando in Italia si è imposto l’uso della parola inglese «editor» a indicare, secondo dizionario, colui o colei cui è affidata la cura di un testo in vista della pubblicazione. E per “cura”, una parola così dolce e rassicurante, si sottintende dialogo con l’autore al fine di modificare/rivoluzionare il testo iniziale secondo criteri stilistici, strutturali ma anche extra-testuali, e cioè secondo il seguente presupposto: poiché il testo è stato scritto per diventare un libro, urge relativamente piegarsi alla domanda (il lettore) in un’ottica di mercato in quanto, fa sempre bene ricordarlo, l’editoria è un mercato. (altro…)

Il personaggio. Variazioni su tema

Il piccolo dramma – poche dense pagine – di Aleksandr Puškin Mozart e Salieri ci offre un esempio di come deve essere un personaggio. Il presupposto, tutt’altro che ovvio, è che il personaggio debba essere complesso, problematico, non riducibile a una debole figura alla mercé della storia o dell’autore. (altro…)