arte

Allegoria inquietante, 11 settembre. Jean Baudrillard

“Nulla se non l’allegoria inquietante dell’artista africano cui era stata commissionata un’opera da collocare sulla spianata davanti al World Trade Center. L’opera avrebbe dovuto rappresentare l’autore, il corpo trafitto da aerei, moderno san Sebastiano. Venuto il mattino dell’11 settembre (altro…)

David Mamet: l’artista in tempi di declino

“Il nostro preoccuparci della personalità, particolarmente della personalità dell’artista, è un’altra manifestazione della ricerca affannosa di esperienze inequivocabili. Il prodotto dell’artista è diventato meno importante della realtà dell’artista. Vogliamo assorbirlo come persona. Vogliamo divorare qualcuno che abbia esperienza del tragico. Nella nostra società un individuo simile è molto più importante di tutto quello che è in grado di creare.”
(p. 56)

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Edmond e Jules de Goncourt: memorie di vita letteraria

“La letteratura si è innalzata dal fatto alla causa, dalla cosa all’anima, dall’azione all’uomo, da Omero a Balzac.”
(p. 28)

“Il realismo nasce ed esplode nel momento in cui il dagherrotipo e la fotografia mostrano quanto l’arte differisca dal vero.”
(ibid.)

“In un libro gli autori devono comportarsi come la polizia: essere dappertutto e non mostrarsi mai.”
(p. 46)

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Oscar Wilde: la decadenza della menzogna e della Letteratura

“LA DECADENZA DELLA MENZOGNA: UNA PROTESTA. Una delle cause principali della strana banalità di gran parte della letteratura contemporanea è indubbiamente la decadenza della menzogna come arte, come scienza, e come piacere sociale. Gli antichi storici ci offrivano deliziose creazioni della fantasia sotto forma di fatti reali; il moderno romanziere ci dà noiosi fatti reali travestiti da creazioni della fantasia.
[…]
Il danno apportato alla letteratura da questo falso ideale del nostro tempo è più grande di quanto possa apparire. La gente parla con noncuranza di ‘bugiardi nati’ così come parla di poeti nati, ma in entrambi i casi si sbaglia. Menzogna e poesia sono arti — arti, come diceva Platone, non prive di reciproci rapporti — e richiedono lo studio più attento, la più disinteressata dedizione. […] Come il poeta si riconosce dal suo verso, così il bugiardo può essere riconosciuto dalla ricchezza e dal ritmo del suo linguaggio, e in entrambi i casi non basterà la casuale ispirazione del momento. Qui, come altrove, la pratica deve precedere la perfezione. Ma nei tempi moderni, mentre la voga del poetare si è oltremodo generalizzata, e andrebbe, possibilmente, scoraggiata, la voga del mentire è quasi caduta in discredito.”
(pp. 35-6)

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