brevità

La sintesi. Baltasar Gracián

105. Non annoiare

Suole essere noioso l’uomo che non sa fare né dire che una sola cosa. La brevità è gradita e giova di più: s’acquista in cortesia quel che si perde in lunghezza. Quel che è buono davvero, diventa buono il doppio, se è contenuto in poco spazio; e perfino il male, se è poco, pare minore. Fanno più effetto le quintessenze che le farragini. Ed è verità universalmente riconosciuta che l’uomo prolisso è raramente saggio, non tanto per la materiale disposizione quanto per la sostanza del ragionamento. Vi sono uomini che servono a ingombrar l’universo, piuttosto che ad esserne l’ornamento, oggetti perduti dai quali tutti rifuggono. (altro…)

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Céline: elogio alla brevità

“La storia letteraria francese è una storia di continue persecuzioni, i pretesti non mancano mai. — Non conosco Camus, non l’ho mai letto ma conosco le opere di Sartre — Tutto sommato sono dei naturalisti modernizzati, freudizzati, perché no? degli Zola più intelligenti — Tutte cose perfettamente in linea con la tradizione francese — Cosa abbiano preso da me, non lo so proprio — e neppure per quanto riguarda Miller — Credo di essere innanzi tutto uno stilista — (altro…)