cinque pezzi facili

Assaggi da Silvio D’Arzo. Five easy pieces su scrittori, giovani e letteratura

“Come tutte le cose del mondo, anche questo libro ha una specie di storia. Forse la prima ragione per cui ogni cosa ha diritto sempre ad un po’ di rispetto è proprio quella di avere una storia.
(p. 57)

Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in modo da far ridere la gente. L’unica cosa che so è forse questa.
(altro…)

Annunci

Assaggi da Marguerite Yourcenar. Five easy pieces + 2 intorno a “Memorie di Adriano”

“Questo libro è stato concepito, poi scritto, tutto o in parte, sotto diverse forme, tra il 1924 e il 1929, tra i miei venti e venticinque anni. Quei manoscritti sono stati tutti distrutti. Meritavano di esserlo.”
(p. 281)

“Prendere un’esistenza nota, compiuta, definita — per quanto possano mai esserlo — dalla Storia, in modo da abbracciarne con un solo sguardo l’intera traiettoria; anzi, meglio, cogliere il momento in cui l’uomo che ha vissuto questa esistenza la pesa, la esamina, e, per un istante, è in grado di giudicarla; fare in modo che egli si trovi di fronte alla propria vita nella stessa posizione di noi.”
(p. 282)

“Comunque, ero troppo giovane. Ci sono libri che non si dovrebbero osare se non dopo i quarant’anni. Prima di questa età, si rischia di sottovalutare l’esistenza delle grandi frontiere naturali che separano, da persona a persona, da secolo a secolo, l’infinita varietà degli esseri o, al contrario, di attribuire un’importanza eccessiva alle semplici divisioni amministrative, agli uffici di dogana, alle garritte delle sentinelle in armi. Mi ci sono voluti questi anni per calcolare esattamente la distanza tra l’imperatore e me.”
(pp. 282-83)
(altro…)

Assaggi da Cioran. Five easy pieces + 1 su lettori, scrittori e libri

È un errore voler facilitare il compito del lettore. Non te ne sarà grato. Non gli piace comprendere, gli piace segnare il passo, sprofondare, gli piace essere punito. Donde il fascino degli autori confusi, donde la perennità della farragine.”
(p. 85)

“Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. Un libro deve essere un pericolo.
(p. 87)

“Non si scrive perché si ha qualcosa da dire ma perché si ha voglia di dire qualcosa.”
(p. 92)

(altro…)

Assaggi da William S. Burroughs. Five easy pieces sui gatti

“4 maggio 1985. Sto preparando le cose da portarmi via per un breve viaggio a New York, dove devo andare a discutere con Brion [Gysin] del libro sul gatto. Nella stanza davanti, dove stanno i gattini, Calico Jane ne sta allattando uno nero. Prendo il borsone. Mi sembra pesante. Guardo dentro e ci sono gli altri quattro suoi gattini.
«Abbi cura dei miei piccoli. Portateli dietro dovunque tu vada».”
(p. 9)

(altro…)

Assaggi da Hugo von Hofmannsthal. Five easy pieces su autori, personaggi, talento e genio

“Un autore, voglia o non voglia, lotta sempre contro il suo tempo. Egli impara a sentire tutte le opposizioni dell’epoca, ma non saprà mai finché vive se i pesi che minacciavano di schiacciarlo fossero di ferro o di carta.”
[Hugo von Hofmannsthal, Il libro degli amici (1922), a cura di Gabriella Bemporad, Milano, Adelphi, 1992, p. 75]
(altro…)