classici

Amore e metafore. Gustave Flaubert

“Lui se l’era sentite dire tante volte, queste cose, che non poteva trovarvi più nulla di originale. Emma era tale e quale a tutte le altre sue amanti; e l’incanto della novità, cadendo a poco a poco come una veste, metteva a nudo l’eterna monotonia della passione che non cambia mai forma, non cambia mai linguaggio. Non sapeva distinguere, lui uomo essenzialmente pratico, la diversità dei sentimenti sotto l’identità delle espressioni. (altro…)

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Seminario sui luoghi comuni. I classici insegnano a scrivere

Francesco Pacifico, in Seminario sui luoghi comuni. Imparare a scrivere (e a leggere) con i classici, riporta e commenta 37 passi tratti da alcuni classici della letteratura.
Calvino diceva che “i classici sono libri che esercitano un’influenza particolare sia quando s’impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale” (Italiani, vi esorto ai classici, «L’Espresso», 28 giugno 1981, in Perché leggere i classici, Mondadori, 1991). I classici risuonano, dunque, e questo effetto risonanza, aggiungerebbe Pacifico, può essere utile nella pratica del mestiere di scrivere. Pacifico, in questo libro, non fa altro che ‘tracciare la risonanza’: ricopia su computer i classici e in tal modo sente passare, seppur per un attimo, sulle dita le parole che hanno fatto la storia della letteratura. (altro…)