Il mare non bagna Napoli

Luigi Incoronato: la ragione, il silenzio, il suicidio

“Come tutte le mostruosità, Napoli non aveva alcun effetto su persone scarsamente umane, e i suoi smisurati incanti non potevano lasciare traccia su un cuore freddo” (p. 170).
Così dice Anna Maria Ortese ne Il silenzio della ragione, uno dei racconti de Il mare non bagna Napoli (1953). Si parla degli intellettuali napoletani in questo racconto, della generazione di Compagnone, Domenico Rea, La Capria, Prunas, Prisco. Non si parla di Luigi Incoronato, lo si nomina solo. Era ancora vivo allora. Poi nel 1998 è stato pubblicato Napolitan graffiti di La Capria, altro libro su quella generazione, e ancora non si parla di Incoronato, che intanto è morto, da anni.
Il cuore di Incoronato doveva essere troppo caldo.

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