Incipit

1974. Silvia Ballestra

“Voi nella cruda età dei cinque anni, si era nel 1974, un’epoca di cui nessuno vuole ricordarsi, frequentavate la primina presso l’asilo Montessori di via Burzianella, a San Benedetto Bay, ed eravate convinte di essere immortali.
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Gioventù. Raul Brandão e Aldo Busi

“In giro si formano di continuo circoli letterari. Ce ne sono in tutte le generazioni. Durante la giovinezza si sente sempre la necessità di comunicare fra ragazzi, associandosi in base al caso, alle affinità o alle aspirazioni.
È un periodo piacevole di cui ci restano per sempre granelli di polvere sul fondo dell’anima: un pulviscolo dorato che si ostina a brillare fino alla fine della vita. Il passato è ormai lontano, riusciamo a stento a distinguere qualche figura sbiadita, ma la polvere del sogno è ancora lì, sul fondo… Sono momenti impagabili, come i primi fiori sugli alberi. Per quanto si possano stringere amicizie migliori e più consapevoli nel tempo, nessuna è come quelle dei vent’anni, quando non si hanno interessi da difendere, e i sentimenti sono in pieno rigoglio. (altro…)

Nudi e crudi. Alan Bennett

“Casa Ransome era stata svaligiata. «Rapinata» disse Mrs Ransome. «Svaligiata» la corresse il marito. Le rapine si fanno in banca, una casa si svaligia. Mr Ransome era avvocato e riteneva che le parole avessero la loro importanza. Anche se in questo caso era difficile trovare un termine preciso. Di solito un ladro sceglie, fa una cernita, prende un oggetto e ne lascia altri. C’è un limite a ciò che riesce a far sparire: per esempio, è raro che porti via una poltrona, ancor più raro un divano. (altro…)

Bagatelle per un massacro. Céline

“Per molto tempo ho cercato di spiegarmi perché Bagatelles pour un massacre fosse l’unico libro veramente infernale prodotto dalla letteratura francese dopo Choderlos de Laclos.”

[Ugo Leonzio, Dolore e corruzione, in Bagatelle per un massacro, p. 7]

Il mondo è pieno di gente che si dice raffinata e che poi non è, ve l’assicuro, raffinata neanche tanto così. Io, servitor vostro, credo davvero di esserlo, un raffinato! Sputato! Autenticamente raffinato! Fino a poco tempo fa, facevo fatica ad ammetterlo… Resistevo… E poi un giorno mi sono arreso… Al diavolo!… Però sono un po’ infastidito dalla mia raffinatezza… Cosa si finirà per dire? Pretendere?… Insinuare?…
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Lo Zahir. Jorge Luis Borges

“A Buenos Aires lo Zahir è una moneta comune, da venti centesimi; graffi di coltello o di temperino tagliano le lettere NT e il numero due; 1929 è la data incisa sul rovescio. (A Guzerat, alla fine del secolo XVIII, fu Zahir una tigre; in Giava, un cieco della moschea di Surakarta, che fu lapidato dai fedeli; in Persia, un astrolabio che Nadir Shah fece gettare in mare; nelle prigioni del Mahdí, intorno al 1892, una piccola bussola avvolta in un brandello di turbante, che Rudolf Carl von Slatin toccò; nella moschea di Cordova, secondo Zotenberg, una vena nel marmo di uno dei milleduecento pilastri; nel ghetto di Tetuàn, il fondo di un pozzo.) (altro…)

Happy birthday, Jack

Jean-Louis Kerouac (Lowell, 12 marzo 1922 – St. Petersburg, 21 ottobre 1969)

“Non so quando durante i miei dieci giorni a Parigi (e in Bretagna) ho avuto qualcosa come una illuminazione, che a quanto pare mi ha cambiato e dato una nuova immagine per sette anni a venire e anche più: insomma un satori: in giapponese ‘illuminazione improvvisa’, ‘improvviso risveglio’, o semplicemente ‘pugno nell’occhio’.”

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Il cerusico

“Il signor Giambattista Vico egli è nato in Napoli l’anno 1670 da onesti parenti, i quali lasciarono assai buona fama di sé. Il padre fu di umore allegro, la madre di tempra assai malinconica; e così entrambi concorsero alla naturalezza di questo lor figliuolo. Imperciocché, fanciullo, egli fu spiritosissimo e impaziente di riposo; (altro…)