Incipit

Edgar Allan Poe, La maschera della Morte Rossa

Incipit.

Per lungo tempo la Morte Rossa aveva spopolato la contrada. Mai s’era vista una pestilenza tanto orribile, tanto fatale! Il male si attaccava al sangue; e si manifestava in tutto il rosso orrore del sangue. Dapprima erano dolori acuti, improvvise vertigini; seguiva poi un copioso trasudare senza fine che portava al dissolvimento dell’essere.
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Gioventù. Raul Brandão e Aldo Busi

“In giro si formano di continuo circoli letterari. Ce ne sono in tutte le generazioni. Durante la giovinezza si sente sempre la necessità di comunicare fra ragazzi, associandosi in base al caso, alle affinità o alle aspirazioni.
È un periodo piacevole di cui ci restano per sempre granelli di polvere sul fondo dell’anima: un pulviscolo dorato che si ostina a brillare fino alla fine della vita. Il passato è ormai lontano, riusciamo a stento a distinguere qualche figura sbiadita, ma la polvere del sogno è ancora lì, sul fondo… Sono momenti impagabili, come i primi fiori sugli alberi. Per quanto si possano stringere amicizie migliori e più consapevoli nel tempo, nessuna è come quelle dei vent’anni, quando non si hanno interessi da difendere, e i sentimenti sono in pieno rigoglio. (altro…)

Nudi e crudi. Alan Bennett

“Casa Ransome era stata svaligiata. «Rapinata» disse Mrs Ransome. «Svaligiata» la corresse il marito. Le rapine si fanno in banca, una casa si svaligia. Mr Ransome era avvocato e riteneva che le parole avessero la loro importanza. Anche se in questo caso era difficile trovare un termine preciso. Di solito un ladro sceglie, fa una cernita, prende un oggetto e ne lascia altri. C’è un limite a ciò che riesce a far sparire: per esempio, è raro che porti via una poltrona, ancor più raro un divano. (altro…)