linguaggio

La pelle. Paul Valéry

«Alt. Vietato l’accesso. Pericolo di morte… Restiamo in superficie… A proposito di superficie, è vero che lei ha detto o scritto questo: “Ciò che vi è di più profondo nell’uomo è la pelle”?».
«È vero».
«Cosa intendeva dire con questo?».
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Amore e metafore. Gustave Flaubert

“Lui se l’era sentite dire tante volte, queste cose, che non poteva trovarvi più nulla di originale. Emma era tale e quale a tutte le altre sue amanti; e l’incanto della novità, cadendo a poco a poco come una veste, metteva a nudo l’eterna monotonia della passione che non cambia mai forma, non cambia mai linguaggio. Non sapeva distinguere, lui uomo essenzialmente pratico, la diversità dei sentimenti sotto l’identità delle espressioni. (altro…)

La fondazione di una nuova lingua. Sade

“La sovversione più profonda (la contro-censura) non consiste quindi necessariamente nel dire ciò che colpisce l’opinione pubblica, la morale, la legge, la polizia, ma nell’inventare un discorso paradossale (puro di ogni doxa): l’invenzione (e non la provocazione) è un atto rivoluzionario: questo può compiersi solo nella fondazione di una nuova lingua. (altro…)

Michel Foucault: che cos’è un autore

“Del tema che sceglierei come punto di partenza trovo la formulazione in Beckett: ‘Che importa chi parla, qualcuno ha detto, che importa chi parla.’ È in questa indifferenza, penso, che bisogna riconoscere uno dei principi etici fondamentali della scrittura contemporanea. Dico ‘etico’ perché questa indifferenza non è tanto un tratto che caratterizza la maniera di parlare o di scrivere, quanto piuttosto una sorta di regola immanente, sempre ripresa e mai applicata del tutto, un principio che non segna la scrittura come risultato, ma che la domina come prassi. […]
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