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Teoria Olografica della Urban Apnea (LetteraturaHorror.it)

Venerdi 8 luglio 2016, su LetteraturaHorror.it, è apparsa una recensione dedicata alla collana Teoria Olografia della casa editrice Urban Apnea in cui si parla anche dei testi di Salvatore Di Giacomo da me curati che è possibile leggere o scaricare gratuitamente.
Eccola.

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Salvatore Di Giacomo. Horror

Da oggi è possibile sfogliare o scaricare gratuitamente, dal portale della casa editrice digitale Urban Apnea Edizioni, due testi brevi di Salvatore Di Giacomo, noto ai più per Assunta Spina e per alcuni classici della canzone napoletana.

I testi (Autobiografia e La fine di Barth) sono stati riadattati a un contesto linguistico contemporaneo da Antonio Russo De Vivo.

Tutto qui: (altro…)

Lovecraft: come scrivere racconti fantastici

“Questi racconti spesso enfatizzano il dato orrifico perché la paura è l’emozione più forte e profonda, e anche quella che meglio conduce alla creazione di illusioni che sfidano le leggi naturali. L’orrore e l’ignoto o il bizzarro sono sempre strettamente connessi, cosicché è difficile dar vita ad una situazione di estraneità e «alterità» cosmiche, o in cui le leggi naturali sono state mandate in frantumi, senza calcare la mano sul tasto della paura.”

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Quando Edgar Allan Poe specificò passo passo le strategie compositive de “Il Corvo”

Ho spesso pensato quale interessante articolo potrebbe essere scritto da qualche autore che volesse — cioè, potesse — specificare, passo passo, i procedimenti con cui una qualsiasi delle sue composizioni ha raggiunto il perfetto compimento. Non so spiegarmi perché un tale articolo non sia mai stato scritto — tuttavia, forse, la ragione è da ricercarsi soprattutto nella vanità degli scrittori. I più degli scrittori — in modo particolare i poeti — preferiscono far credere ch’essi compongono con una specie di sottile frenesia — con un’estatica intuizione — e certamente rabbrividirebbero di permettere al pubblico di vedere dietro la scena le elaborate e vacillanti crudezze del pensiero — il vero fine colto solo all’ultimo momento — gli innumerevoli balenii di un’idea che non ha raggiunto la maturità dell’espressione — le fantasie pienamente perfezionate che per disperazione furono lasciate cadere come intrattabili — le caute scelte e i cauti rifiuti — le penose cancellature e le interpolazioni — in una parola, le ruote e i rocchetti — i paranchi per i cambiamenti di scena — le scale e le trappole del diavolo, le penne di gallo, il belletto rosso e i nèi neri, che, novantanove volte su cento, costituiscono la prassi comune dell’histrio letterario. (altro…)