Ottocento

Il riso. Charles Baudelaire

Il riso è satanico, perciò è profondamente umano. Il riso è nell’uomo la conseguenza dell’idea della propria superiorità; e, in effetto, siccome il riso è essenzialmente umano, è per essenza contraddittorio, in altre parole è a un tempo segno di una grandezza infinita e di una miseria infinita, miseria infinita in rapporto all’Essere assoluto di cui possiede il concetto, grandezza infinita in rapporto agli animali. (altro…)

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Amore e metafore. Gustave Flaubert

“Lui se l’era sentite dire tante volte, queste cose, che non poteva trovarvi più nulla di originale. Emma era tale e quale a tutte le altre sue amanti; e l’incanto della novità, cadendo a poco a poco come una veste, metteva a nudo l’eterna monotonia della passione che non cambia mai forma, non cambia mai linguaggio. Non sapeva distinguere, lui uomo essenzialmente pratico, la diversità dei sentimenti sotto l’identità delle espressioni. (altro…)

Innocenza perduta. Heinrich von Kleist

Risposi di saper bene quali disordini provocasse la coscienza nella grazia naturale degli uomini; che un giovinetto di mia conoscenza aveva perso, per così dire, sotto i miei occhi, la sua innocenza per una semplice osservazione, e non ne aveva poi più ritrovato il paradiso, a dispetto di tutti gl’immaginabili sforzi.”
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Edmond e Jules de Goncourt: memorie di vita letteraria

“La letteratura si è innalzata dal fatto alla causa, dalla cosa all’anima, dall’azione all’uomo, da Omero a Balzac.”
(p. 28)

“Il realismo nasce ed esplode nel momento in cui il dagherrotipo e la fotografia mostrano quanto l’arte differisca dal vero.”
(ibid.)

“In un libro gli autori devono comportarsi come la polizia: essere dappertutto e non mostrarsi mai.”
(p. 46)

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Oscar Wilde: la decadenza della menzogna e della Letteratura

“LA DECADENZA DELLA MENZOGNA: UNA PROTESTA. Una delle cause principali della strana banalità di gran parte della letteratura contemporanea è indubbiamente la decadenza della menzogna come arte, come scienza, e come piacere sociale. Gli antichi storici ci offrivano deliziose creazioni della fantasia sotto forma di fatti reali; il moderno romanziere ci dà noiosi fatti reali travestiti da creazioni della fantasia.
[…]
Il danno apportato alla letteratura da questo falso ideale del nostro tempo è più grande di quanto possa apparire. La gente parla con noncuranza di ‘bugiardi nati’ così come parla di poeti nati, ma in entrambi i casi si sbaglia. Menzogna e poesia sono arti — arti, come diceva Platone, non prive di reciproci rapporti — e richiedono lo studio più attento, la più disinteressata dedizione. […] Come il poeta si riconosce dal suo verso, così il bugiardo può essere riconosciuto dalla ricchezza e dal ritmo del suo linguaggio, e in entrambi i casi non basterà la casuale ispirazione del momento. Qui, come altrove, la pratica deve precedere la perfezione. Ma nei tempi moderni, mentre la voga del poetare si è oltremodo generalizzata, e andrebbe, possibilmente, scoraggiata, la voga del mentire è quasi caduta in discredito.”
(pp. 35-6)

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Charles Baudelaire: consigli ai giovani scrittori

“I giovani scrittori che, parlando di un giovane confratello con un accento intriso di invidia, dicono: «È un ottimo esordio, ha avuto una bella fortuna!» non riflettono che ogni esordio ha sempre avuto un precedente, e che esso è l’effetto di altri venti esordi che essi non hanno conosciuti.”

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