punteggiatura

I puntini di sospensione: una sciagura

Eco Il secondo diario minimoFu Umberto Eco, non troppo tempo fa – era il 1991 –, a definire sciagurati i puntini di sospensione […]. In Come mettere i puntini di sospensione, testo contenuto nella sezione “Istruzioni per l’uso” de Il secondo diario minimo (Bompiani, 1992), Eco calcava la mano su un’impressione che possono dare i famosi tre puntini: esitazione, come se chi li usa volesse smorzare l’impatto della frase: (altro…)

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Come si usa il punto e virgola [grammatica e scrittura creativa]

Il punto e virgola [ ; ] è un segno di interpunzione nato nel 1501: lo usò il tipografo/editore veneziano Aldo Manuzio per una edizione di un’opera di Francesco Petrarca. (altro…)

La punteggiatura, ovvero di uno dei modi dell’esattezza

Non starò qui a spiegarvi come si usano il punto e la virgola, voglio dare per scontato che l’aspirante scrittore possegga i rudimenti basilari per l’uso corretto della punteggiatura. Ciò che mi preme è dare l’idea dell’importanza della punteggiatura, di quanto essa sia parte di quel concetto di esattezza che, nella scrittura, è tutto o quasi: scrivere il necessario, scriverlo nel modo, fra i tanti, che sia il migliore. E proprio nel modo, nello stile, che la punteggiatura occupa una posizione privilegiata: essa pertiene l’ordine delle parole e della frasi, la struttura e la logica del discorso. (altro…)

Borges e la pagina perfetta

Lo stato indigente delle nostre lettere, la loro incapacità di attrarre, hanno dato luogo a una superstizione dello stile, a una distratta lettura di attenzioni parziali. Coloro che sono affetti da tale superstizione intendono per stile non l’efficacia o l’inefficacia di una pagina, bensì le abilità apparenti dello scrittore: i suoi paragoni, la sua acustica, gli episodi della sua punteggiatura e della sua sintassi. Sono indifferenti alla propria convinzione o alla propria emozione: cercano tecnicismi (la parola è di Miguel de Unamuno) che li informeranno se lo scritto ha il diritto o no di essere loro gradito. Hanno sentito dire che l’aggettivazione non deve essere banale e opineranno che è scritta male una pagina se non ci sono sorprese nella giuntura di aggettivi con sostantivi, anche se il suo scopo generale è raggiunto. Hanno sentito dire che la concisione è una virtù e considerano conciso chi si dilunga in dieci frasi brevi e non chi sa guidarne una lunga. […]
Cioè, costoro non badano all’efficacia del meccanismo, ma alla disposizione delle sue parti. (altro…)