Raffaele La Capria

Scrittura: e quando i personaggi sono vivi?

Su Zest – Letteratura sostenibile ho scritto (13 ottobre 2016) di cosa significa ispirarsi, nel processo di scrittura, a persone reali, e dell’eventuale problema etico che ciò comporta.

Scrittura: e quando i personaggi sono vivi?

Il “mood” di Goffredo Parise. Lo stile e l’arte in due congedi

Congedo n. 1

“Mi piacerebbe […] continuare il Sillabario, ma siccome sono infelice non scrivo né il Sillabario, né altro, per il momento.
Vedi, per scrivere, per esprimersi, per trovare lo stile come si trovano senza alcuna difficoltà le note in un pianoforte è necessario trovarsi in quel particolare stato d’animo non facile da descrivere che non è necessariamente felice, ma non può e non deve essere assolutamente infelice. Deve essere una specie di limbo, di lieve e soffusa esaltazione, in cui, nel suo complesso ti piace la vita e ne hai al tempo stesso nostalgia.
Allora, in questo stato d’animo, che non è reso infelice da nessuna disarmonia (questo è importantissimo, fondamentale) si forma quasi meccanicamente l’armonia, quella armonia soprattutto stilistica e quella forza mentale e muscolare, quella condizione di «energia» che rappresenta l’optimum per esprimere se stessi, attraverso un racconto, un romanzo, eccetera. Questa armonia, questa energia per il momento mi manca: anzi per essere più precisi, la sento, ma è in disarmonia con la mia vita attuale, con la mia vita personale e con la mia vita di relazione. In altre parole sono disturbato da qualcosa che è molto difficile sradicare o allontanare, per una serie di ragioni che sono, per così dire, i supporti armonici di una disarmonia. […] A tutto ciò aggiungi che la letteratura, specialmente al giorno d’oggi, per ragioni che saltano agli occhi (di generale disinteresse) e così la poesia, richiedono una energia espressiva superiore appunto alla disattenzione generale, che è fortissima. Una energia e una esaltazione quasi utopistica e che spesso sembra illusoria e allora cascano le braccia e anche l’energia.”
[Goffredo Parise, Lettera a Omaira Rorato, giugno 1976, Notizie sui testi, Sillabario n. 2, in Opere, volume secondo, a cura di Bruno Callegher e Mauro Portello, Milano, Mondadori, I Meridiani, 2005 (I edizione: 1989), p. 1640]

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Luigi Incoronato: la ragione, il silenzio, il suicidio

“Come tutte le mostruosità, Napoli non aveva alcun effetto su persone scarsamente umane, e i suoi smisurati incanti non potevano lasciare traccia su un cuore freddo” (p. 170).
Così dice Anna Maria Ortese ne Il silenzio della ragione, uno dei racconti de Il mare non bagna Napoli (1953). Si parla degli intellettuali napoletani in questo racconto, della generazione di Compagnone, Domenico Rea, La Capria, Prunas, Prisco. Non si parla di Luigi Incoronato, lo si nomina solo. Era ancora vivo allora. Poi nel 1998 è stato pubblicato Napolitan graffiti di La Capria, altro libro su quella generazione, e ancora non si parla di Incoronato, che intanto è morto, da anni.
Il cuore di Incoronato doveva essere troppo caldo.

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Parise e il segreto esercizio dell’autoanalisi

L’odore del sangue è uscito postumo nel 1997, a undici anni dalla morte di Goffredo Parise. Scritto presumibilmente tra gli anni Settanta e Ottanta (lo stesso periodo in cui l’autore pubblicava la sua opera perfetta: I sillabari, 1972, 1982), questo romanzo, terminato ma stilisticamente e strutturalmente incompiuto, è la narrazione in prima persona di uno psicanalista di mezza età che, mentre vive una relazione con la giovane Paloma, si ritrova d’un tratto a dover analizzare dall’esterno il rapporto morboso tra la moglie Silvia e un giovane fascista, Ugo. Si tratta di un romanzo torbido e personale sulla gelosia, come ha fatto notare a pochi giorni dalla pubblicazione Raffaele La Capria: «un libro che Parise deve aver buttato giù di getto per liberarsi dall’incubo che lo ossessionava e che lo ha sempre ossessionato, e pensando, mentre lo scriveva, che comunque questo libro non avrebbe visto mai la luce perché non lo avrebbe mai pubblicato» («Corriere della sera», 15 giugno 1997).

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