romanzo

Assaggi da Carmelo Bene. Five easy pieces + 2 su talento, genio, eros, porno e fisiologia

Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può.
(p. V)

“Così come subiamo passivamente ogni nostra percezione prenatale, subiremo anche in seguito il significante. Nella recidività della vita, il discorso non apparterrà mai all’essere parlante.”
(p. VI)
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Romanzo e complotto. Ricardo Piglia

“Nel romanzo in quanto genere, il complotto ha sostituito la nozione tragica di destino: alcune forze invisibili definiscono il mondo sociale e il soggetto, che non le comprende, è un loro strumento. Il romanzo ha fatto entrare la politica nella finzione sotto forma di complotto. La differenza tra tragedia e romanzo sembra essere legata a una ridefinizione del concetto di fatalità: il destino viene vissuto sotto forma di complotto. (altro…)

La letteratura è pettegolezzo. Tommaso Pincio

(a Ginevra, demoiselle)

Quando Ligeia ribatté che non si può ridurre la letteratura a un volgare pettegolezzo, Tondi le diede ragione. Non si deve ridurre, le scrisse. Non si deve perché non ce n’è bisogno, perché la let­teratura questo è, pettegolezzo. A te stabilire se e quanto volgare. E quando lei si dichiarò perplessa e sembrò sul punto di perdere le staffe, com’era nella sua natura, lui si sforzò di essere meno apodittico, argomentò il suo punto di vista. (altro…)

L’autore è assolutamente superfluo. Shimada Masahiko

“Quello che amo dei romanzi è che giungono comunque a conclusione, a prescindere che li si scriva. Disseziono storie pensate da altri, poi conferisco loro un nesso logico, cambio i nomi e appongo la mia firma. L’autore è assolutamente superfluo. Il romanzo è nato come genere impuro, un cimitero in cui confluiscono le parole precipitate da vari telai: mitologia, dicerie, leggende, narrazioni. Il romanziere raccoglie quanto viene detto o scritto altrove e tumula il tutto in un’unica fossa. E già che c’è, ci si butta dentro pure lui lasciando fuori solo la testa come stele. Un autore è quindi tutt’al più una stele, meglio per lui che abbia un bel volto. (altro…)

Michel Foucault: che cos’è un autore

“Del tema che sceglierei come punto di partenza trovo la formulazione in Beckett: ‘Che importa chi parla, qualcuno ha detto, che importa chi parla.’ È in questa indifferenza, penso, che bisogna riconoscere uno dei principi etici fondamentali della scrittura contemporanea. Dico ‘etico’ perché questa indifferenza non è tanto un tratto che caratterizza la maniera di parlare o di scrivere, quanto piuttosto una sorta di regola immanente, sempre ripresa e mai applicata del tutto, un principio che non segna la scrittura come risultato, ma che la domina come prassi. […]
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Edmond e Jules de Goncourt: memorie di vita letteraria

“La letteratura si è innalzata dal fatto alla causa, dalla cosa all’anima, dall’azione all’uomo, da Omero a Balzac.”
(p. 28)

“Il realismo nasce ed esplode nel momento in cui il dagherrotipo e la fotografia mostrano quanto l’arte differisca dal vero.”
(ibid.)

“In un libro gli autori devono comportarsi come la polizia: essere dappertutto e non mostrarsi mai.”
(p. 46)

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