scrittura creativa

Come scrivere storie. La drammaturgia o arte del conflitto

Drammaturgia è un termine mutuato dal teatro che ritroviamo spesso nei libri sulla scrittura. Non che ciò debba stupirci: il teatro, il cinema, la narrativa convergono per quanto riguarda un elemento fondamentale: la creazione di una storia che possibilmente agganci e prenda in ostaggio lo spettatore/lettore. (altro…)

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Tips di scrittura: una serie di contributi su Zest circa la scrittura creativa

Dal 13 ottobre al 22 dicembre 2016, sul portale Zest – Letteratura sostenibile, ho pubblicato i Tips di scrittura, cioè una serie di contributi sulla scrittura creativa: (altro…)

La sintesi. Baltasar Gracián

105. Non annoiare

Suole essere noioso l’uomo che non sa fare né dire che una sola cosa. La brevità è gradita e giova di più: s’acquista in cortesia quel che si perde in lunghezza. Quel che è buono davvero, diventa buono il doppio, se è contenuto in poco spazio; e perfino il male, se è poco, pare minore. Fanno più effetto le quintessenze che le farragini. Ed è verità universalmente riconosciuta che l’uomo prolisso è raramente saggio, non tanto per la materiale disposizione quanto per la sostanza del ragionamento. Vi sono uomini che servono a ingombrar l’universo, piuttosto che ad esserne l’ornamento, oggetti perduti dai quali tutti rifuggono. (altro…)

Edmond e Jules de Goncourt: memorie di vita letteraria

“La letteratura si è innalzata dal fatto alla causa, dalla cosa all’anima, dall’azione all’uomo, da Omero a Balzac.”
(p. 28)

“Il realismo nasce ed esplode nel momento in cui il dagherrotipo e la fotografia mostrano quanto l’arte differisca dal vero.”
(ibid.)

“In un libro gli autori devono comportarsi come la polizia: essere dappertutto e non mostrarsi mai.”
(p. 46)

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Charles Baudelaire: consigli ai giovani scrittori

“I giovani scrittori che, parlando di un giovane confratello con un accento intriso di invidia, dicono: «È un ottimo esordio, ha avuto una bella fortuna!» non riflettono che ogni esordio ha sempre avuto un precedente, e che esso è l’effetto di altri venti esordi che essi non hanno conosciuti.”

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