scrittura

Come affrontare i sentimenti nella scrittura: sii minimalista!

Problema di non poco conto è quando si deve scrivere di tutto ciò che concerne i sentimenti e la caduta di stile è dietro l’angolo.
Su Zest – Letteratura sostenibile (15 dicembre 2016):

http://www.zestletteraturasostenibile.com/come-affrontare-i-sentimenti-nella-scrittura-sii-minimalista/

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Henry Miller ovvero della scrittura come avventura

Su Zest – Letteratura sostenibile (1 dicembre 2016) ho ricordato quanto Henry Miller scrivesse di scrittura:

http://www.zestletteraturasostenibile.com/henry-miller-ovvero-della-scrittura-come-avventura/

Michel Foucault: che cos’è un autore

“Del tema che sceglierei come punto di partenza trovo la formulazione in Beckett: ‘Che importa chi parla, qualcuno ha detto, che importa chi parla.’ È in questa indifferenza, penso, che bisogna riconoscere uno dei principi etici fondamentali della scrittura contemporanea. Dico ‘etico’ perché questa indifferenza non è tanto un tratto che caratterizza la maniera di parlare o di scrivere, quanto piuttosto una sorta di regola immanente, sempre ripresa e mai applicata del tutto, un principio che non segna la scrittura come risultato, ma che la domina come prassi. […]
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Assaggi da Cioran. Five easy pieces + 1 su lettori, scrittori e libri

È un errore voler facilitare il compito del lettore. Non te ne sarà grato. Non gli piace comprendere, gli piace segnare il passo, sprofondare, gli piace essere punito. Donde il fascino degli autori confusi, donde la perennità della farragine.”
(p. 85)

“Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. Un libro deve essere un pericolo.
(p. 87)

“Non si scrive perché si ha qualcosa da dire ma perché si ha voglia di dire qualcosa.”
(p. 92)

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Inoue e Tanizaki. Un diverso modo di intendere la scrittura ovvero l’arte giapponese della calligrafia

“Ricordo di aver letto una volta che uno storico del passato aveva paragonato i caratteri incisi sul monumento del Taishan al candido scintillio dei raggi del sole dopo gli acquazzoni d’autunno. Suonerà esagerato, ma la calligrafia di Misugi Jōsuke sulla grande busta di carta che tenevo tra le mani mi fece proprio un effetto del genere. Oggi che dei caratteri del Taishan, dopo la distruzione del monumento, non rimane nemmeno una copia, è impossibile immaginare la bellezza e lo stile. I caratteri della scrittura di Misugi, così grandi che sembravano straripare dalla busta, con i loro tratti fluidi, vigorosi, a prima vista davano una sensazione di forza e abbondanza, ma a osservarli più attentamente notai che da ognuno di essi sembrava emanare un senso di vuoto: e così tutt’a un tratto mi venne in mente il commento di quello storico a proposito dell’iscrizione sul monumento. (altro…)