talento

Assaggi da Carmelo Bene. Five easy pieces + 2 su talento, genio, eros, porno e fisiologia

Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può.
(p. V)

“Così come subiamo passivamente ogni nostra percezione prenatale, subiremo anche in seguito il significante. Nella recidività della vita, il discorso non apparterrà mai all’essere parlante.”
(p. VI)
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Assaggi da Hugo von Hofmannsthal. Five easy pieces su autori, personaggi, talento e genio

“Un autore, voglia o non voglia, lotta sempre contro il suo tempo. Egli impara a sentire tutte le opposizioni dell’epoca, ma non saprà mai finché vive se i pesi che minacciavano di schiacciarlo fossero di ferro o di carta.”
[Hugo von Hofmannsthal, Il libro degli amici (1922), a cura di Gabriella Bemporad, Milano, Adelphi, 1992, p. 75]
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Il talento. Proust

“Le belle cose che scriveremo, se ne abbiamo il dono, sono in noi indistinte, come il ricordo d’un aria che ci incanti senza che riusciamo a ritrovarne il tracciato, a canticchiarla, e nemmeno a darne un disegno quantitativo, a dire se ci sono pause o serie di note rapide. Coloro che sono ossessionati da questo ricordo confuso di verità che non hanno mai conosciute sono uomini intellettualmente dotati. Ma, se si appagano di dire che odono un’aria deliziosa, essi nulla indicano agli altri, non hanno talento. Il talento è come una sorta di memoria capace di permetter loro di finire col ravvicinare a sé quella musica indistinta, di sentirla con chiarezza, di annotarla, di riprodurla, di cantarla. (altro…)